Il nome di Gianni Ghidini è legato, in tempi recenti, a due atleti di primissimo piano del mezzofondo veloce: Wilfred Bungei (oro alle olimpiadi di Pechino 2008) e Amel Tuka (bronzo ai mondiali di Pechino 2015). Seguire in successione degli atleti nella medesima specialità a questo livello non è fortuna. Infatti la storia di Gianni ci riporta agli splendidi anni ’80 e ’90 dell’atletica italiana, quando si sono scritte splendide pagine sportive. Merito degli atleti, s’intende, ma la correlazione con l’allenatore non è casuale.

I forum più specialistici, come letsrun.com riportano i log degli allenamenti di Bungei trattando quelle informazioni come fossero oro e spiccano i contributi di Gianni sulle riviste come Atleticastudi. Sebbene i risultati parlino da soli e i più tecnici sappiano chi è Gianni, il quasi totale oblio in cui vive l’atletica al di fuori delle Olimpiadi rendono personaggi come lui praticamente sconosciuti.

Gianni allena nella piccola città di Bussolengo, vicino a Verona. È notizia di questi giorni la sua nomina a consulente del settore giovanile della nazionale per il mezzofondo veloce.

Coach Gianni Ghidi Tuka

M. Ciao Gianni, com’è iniziata la tua carriera di allenatore?

G. Direi per caso. Fino ai 16 anni facevo calcio, poi d’inverno calcio e primavera ed estate atletica, ho smesso a 19 anni.  Poi, a 23 anni, due amici che facevano gli allenatori mi hanno chiesto di cominciare ad allenare il mezzofondo di una squadra giovanile femminile: la “Scala Azzurra” di Verona. Dopo questa prima esperienza, nel ‘75/’76 ho cominciato ad allenare la squadra maschile del Gaac di Verona, che faceva soprattutto corsa su strada, Cross e corsa in montagna. Lì sono arrivati Loris Pimazzoni, più volte campione italiano e 10° al mondo nell’ora su pista con KM 20,467 e Gelindo Bordin divenuto poi Campione Europeo nell’ 86 e Olimpico nell’ 88.

M. I grandi atleti di oggi come Tuka e Bungei come sono arrivati da te? Ricordi i primi incontri con loro?

G. Wilfred Bungei è arrivato nel 1999, mandatomi dal manager De Madonna, in quanto avevo da poco portato Andrea Benvenuti al 5° posto alle Olimpiadi di Barcellona ‘92 e a vincere i Campionati europei ad Helsinki nel ‘94. Amel Tuka è arrivato nel 2013, su segnalazione di una manager trentina: Chiara Davini.

Bungei aveva una gran voglia di imparare un modo Europeo di training e mi ha riposto subito la sua entusiasta fiducia. Era pieno di entusiasmo e aveva grandi qualità.

Amel Tuka, aveva fatto Karate fino a18 anni, anche lui aveva voglia di imparare un nuovo e proficuo metodo di allenamento. Così ha iniziato col vivere a Bussolengo 20 giorni al mese: Nel 2014 è arrivato 6° agli europei di Zurigo e nel 2015 e arrivato 3° ai mondiali di Pechino.

M. Com’è il rapporto tra gli atleti che segui? Come convivono le star con gli altri?

G. Ogni atleta è diverso, e ognuno ha un suo modo di rapportarsi. Anche i più bravi vivendo insieme con gli altri, devono rispettare le regole di una convivenza, collaborare nelle varie questioni di vita, di training e di gare. Tra di loro c’è un clima allegro e pieno di aspettative e speranze per le gare e per la vita futura. Il gruppo attualmente è composto da ragazzi dai 21 ai 26 anni.

Tuka selfie

M. Tra gli atleti che hai incontrato ne ricordi uno che secondo te aveva la stoffa, ma non ha mai avuto l’occasione di sbocciare?

G. Due atleti non si sono appieno realizzati: Loris Pimazzoni: 2 ore e 13’ nella maratona e Vittorio Formenti finalista ai campionati mondiali Juniores nel 1988 a Salbury in Canada. L’emotività giocava a loro brutti scherzi.

M. Che vita fa un campione (olimpico o meno) dopo il ritiro?

G. Ognuno fa cose diverse: chi lavora nello sport come Stefano Baldini (D.T. della nazionale) o Gelindo Bordin manager della Diadora, chi come Bungei (Campione Olimpico) apre un Hotel ristorante in Kenia, o Yampoy (bronzo ai mondiali di Helsinki) che è capo dei servizi di sicurezza del Presidente del Kenia!

M. In questo momento la corsa è uno degli sport più di moda, ma viene vissuto in modo completamente diverso dalla dimensione agonistica vera. Sono in gran voga le lunghe distanze: come vedi questo movimento?

G. È un movimento che coinvolge migliaia di persone che praticano con entusiasmo, Maratona, Trail e anche Triathlon e Iron Man. È un bel momento per gli sport di lunga durata: lo vedo positivamente.

Ovviamente raccomando che chi si avvicina a queste discipline abbia una buona condizione fisica e segua uno stile di vita corretto. Anche seguire una dieta e affidarsi a professionisti per la preparazione e per l‘assistenza sanitaria è molto importante.

©Movimentore All rights reserved.