Lo scorso novembre siamo andati a Valencia a correre la Maratona. Nessuno del gruppo aveva grandi aspettative di risultato perché, per varie ragioni, non abbiamo messo abbastanza chilomentri in cascina: questo ha contribuito ad elevare la sofferenza normalmente richiesta!

La città di Valencia ha fatto grandi investimenti negli scorsi anni per diverntare protagonista di importanti eventi sportivi. Infatti la città ospita regate, moto gp e gare di formula 1. Il boom del running ha portato a Valencia anche una mezza maratona ed una maratona, entrambe molto veloci e partecipate. Secondo la mia scarsa e superficiale conoscenza – devo ammettere – credo che le città spagnole in tempi recenti, siano state molto abili nel prendere fondi europei e farne buon uso. Valencia ha infrastrutture nuove o molto recenti, come l’aeroporto, la metropolitana, il porto; anche gli edifici del complesso universitario sono nuovissimi. In alter parole, Valencia sembra desiderare un futuro splendente: questa positiva sensazione mi ha pervaso dal momento in cui è terminata la mia solita brutta esperienza con Ryanair (nessun altro volo era disponibile).

Siamo andati immediatamente a ritirare il pettorale nell’impressionante complesso della Città delle Arti e delle Scienze, costruito nel 1998 su disegno magistrale di Santiago Calatrava e Felix Candela. In questo scenario fantastico la maratona inizia e finisce. Abbiamo avuto modo di rilassarci un po’ vista la bella giornata di sole e predere familiarità con i servizi della gara. Poi siamo tornati alla nostra procedura standard per ogni maratona, che prevede da sempre una buona e confortevole cena in un ristorante italiano. La nostra scelta è ricaduta su “Ciao Bella”, nel centro città (Carrer de la Corona, 8), un ristorante elegante e tranquillo gestito da italiani.

Valencia Movimentore group

Domenica è giorno di gara! La partenza è circa 3km fuori dal centro città, così abbiamo utilizzato il servizio di autobus gratuiti per arrivare. L’area di partenza era ben organizzata, provvista di spogliatoi, guardaroba e bagni in abbondanza. Appena entrati in griglia, tutti cominciano a scaldarsi ed a spogliarsi degli ultimi indumenta, come al solito, e sotto le incitazioni dello speaker la gara è partita.

Valencia start

A Valencia è molto importante essere posizionati nella corretta griglia per il proprio tempo. Infatti c’è così tanta gente che sarebbe demotivante essere continuamente soprassati; dall’altro punto di vista sarebbe piuttosto difficile superare partendo da dietro per fare un tempo veloce. Il percorso è molto piatto e veloce e i pacer sono molto bravi nel mantenere un ritmo costante.

Il pubblico è caldo e dà supporto ai runners lungo tutto il percorso: ho finite le energie molto presto e molte persone mi hanno dato aiuto chiamando il mio nome per evitare che mollassi. In quella situazione ho molto apprezzato anche l’abbondanza dei punti ristoro. Come ho detto sopra, l’arrivo è uno scenario unico e di ispirazione.

Dopo la gara molti runner si fermavano nei giardini circostanti la città delle Arti e delle Scienze, per aspettare gli amici e rilassarsi al caldo sole.

L’esperienza complessiva è stata eccellente, che è stata arricchita da un piacevole relax dopo gara nei bar del centro città, dove la gente locale si trova regolarmente per chiacchierare davanti ad una birra e a delle tapas. Se potete fermarvi anche il lunedì dopo la gara non potete mancare un pranzo a base di paella al Restaurante La Pepica, sul lungo mare: si può noleggiare una bici per raggiungerlo in venti minuti dal centro. È un ristorante storico del tipico stile spagnolo: non andateci se siete dei sofisticati tipi “Michelin”, perché è un luogo per persone che vogliono capire il contesto.

Valencia Paella

Mentre scrivo sono al freddo e al gelo e rimpiango il bel clima di Valencia a fine novembre!

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