Se ci sono molte gare in giro, ma nessuna sembra fare per te, c’è un nuovo fenomeno in giro: le DIY Marathons.
DIY sta per Do it Yourself. Una DIY Marathon, sotto sotto, è un gruppo di amici che va a correre insieme. Non paghi per partecipare e devi badare a te stesso. In a DIY Marathon ogni partecipante è responsabile di trovare la strada e di organizzarsi per bere ed alimentarsi. Anche se qualcuno è stanco o si infortuna, deve arrangiarsi per arrivare in fondo!
In sostanza una DIY Marathon è tutto quello che noi di Movimentore amiamo di più: spontaneità e socialità.
Siamo entrati in contatto con Pete, un maratoneta DIY di Hebden Bridge, West Yorkshire, England. Un uomo, un’ispirazione.

Dopo aver partecipato a diverse gare e mai ad una maratona, Pete ha deciso di creare il suo percorso unico. Ha deciso di farlo per due ragioni principali: “Primo, non ci sono maratone con bei percorsi dalle mie parti. Secondo, sul sentiero accanto al canale vicino a casa mia c’è un segnale che dice “Manchester, 26 miglia”. Spesso l’ho guardato, lasciando volare l’immaginazione…”.

Pete, quindi, ha condiviso la propria idea con i runner che conosceva, riscontrando un certo successo, anche se alcuni volevano correre una mezza maratona. Alla fine ha organizzato una maratona, una mezza maratona e una 10km, tutte sullo stesso tracciato e con arrivo nello stesso posto, all’incirca alla stessa ora.
La corsa si è tenuta il 24 aprile, lo stesso giorno della maratona di Londra. Il percorso partiva dal centro di Manchester con arrivo nel centro di Hebden Bridge (qui il percorso). La mezza maratona, invece, partiva a Rochdale, con orario di partenza due ore dopo la maratona. Il percorso segue sempre un canale. È abbastanza piatto, facile da seguire, non ci sono molti incroci e c’è una bella vista.
“Non ho pubblicizzato l’evento, se non dicendolo alle persone che conosco, visto che si trattava della prima volta e non ero sicuro di come potessero andare le cose. Anche così, comunque, ci sono stati più di 20 partecipanti”, racconta Pete.

Nonostante in una DIY Marathon tutti i corridori devono essere indipendenti, non si può abbandonare l’organizzazione a se stessa. “L’organizzazione è stata più impegnativa di quanto credessi! Ma ne è valsa la pena, perché la corsa è stata fantastica”.
La questione non si è fermata al running. Pete ha reso la maratona un’occasione di raccogliere fondi per beneficienza: “Ho usato la corsa per raccogliere fondi per il World Land Trust e alla fine ho ricavato più di £900. La settimana prima della corsa, un amico mi ha detto che se avessi portato a termine la maratona in meno di 4 ore avrebbe raddoppiato la sua donazione. Avevo detto che avrei potuto farcela in un tempo tra le 4 ore e le 4 ore e 30, quindi era una sfida tosta. Alla fine ce l’ho fatta, anche se per poco: 3ore e 58”.

Pete si era immaginato di organizzare l’evento per una sola volta, ma il suo entusiasmo ha finito per diventare contagioso. “Per me la cosa migliore è quanto ciascuno si sia divertito. Avevo pensato di organizzare l’evento una volta sola, ma alla fine tutti parlavano dell’”anno prossimo”, quindi forse organizzerò la maratona di nuovo”.
Nel frattempo Pete sta facendo un sito con il fine di tenere un diario dell’evento e di incoraggiare altri ad organizzare eventi simili ovunque essi siano.
Creare una maratona, in fondo, è un’ottima idea!

Update: Pete ha pubblicato il suo sito!

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